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21 settembre 2017
SANREMO: UNA TRADIZIONE CHE PERDURA

Correva l’anno 1950 quando Angelo Nicola Amato, direttore delle pubbliche relazioni del Casinò di Sanremo e Angelo Nizza, personaggio di spicco della radiofonia decisero di dar vita al primo festival della canzone italiana. Ci troviamo a soli 5 anni dal termine del secondo conflitto bellico e gli italiani sono assuefatti dai ritmi esteri, a partire dalla raffinata “La vie en rose” dei nostri cugini d’oltralpe fino ai ritmi caldi/latino americani di “Besame Mucho”. La musica nostrana viene poco compresa ed a tratti snobbata, complice anche il poco movimento nella scena musicale che, per cause di forza maggiore, era andata a crearsi. Fu così che il nostro duo, spinto dal desiderio di ridar voce alla musica melodica, dopo aver redatto un completo regolamento mise in piedi quello che nel 1951 si sarebbe chiamato il “Festival della Canzone Italiana di Sanremo”. La cittadina ligure divenne subito il simbolo della rinascita della buona canzone italiana e nel suo primo anno di festival vide avvicendarsi tre partecipanti, un numero che come ben sappiamo sarà destinato a crescere notevolmente. A sostenere il neonato festival vi era la radio che portava nelle case degli italiani la musica di Sanremo, quella stessa musica che invece i più fortunati aveva il piacere di ascoltare direttamente dal salone del Casinò della città. L’arduo compito del presentatore, quasi una carica nobiliare al giorno d’oggi, è toccata a Nunzio Filogamo che per primo parlò ai microfoni del teatro di Sanremo dando vita all’iconico saluto “Cari Amici, vicini e lontani…” e che poi decretò vincitrice la cantante Nilla Pizzi con il pezzo “Grazie dei Fior”. Inizia così la storia di una tradizione che ci tramandiamo fino ad oggi. Gli anni ’60 sono sicuramente tra i più determinanti per la storia di Sanremo che ormai viaggia in parallelo con la storia della nostra musica . Un decennio importante che vede l’esordio di grandi nomi del calibro di Mina, Celentano, De Andrè, Gino Paoli e molti altri che hanno segnato indelebilmente alcuni dei momenti più alti dello show.  E’ un periodo di grande fermento grazie anche alla nascita del Festivalbar che movimenta i locali di tutto lo stivale, facendo nascere in una generazione intera l’amore per  le voci forti e movimentate, come i grandi “urlatori” americani alla Elvis Presley. Sanremo diventa prettamente uno show televisivo, riunendo le famiglie la sera per dare vita all’evento nazionale più seguito  in Italia. Ma gli anni 60 verranno in futuro ricordati anche a causa di una pagina di cronaca nera, forse la più triste, quella della morte di Luigi Tenco trovato senza vita nella propria camera d’albergo nel 1967 subito dopo il termine di una serata.  Raggiunto l’apice del proprio successo nei 60’, il festival di Sanremo non poté che crollare nel successivo decennio. I 70’ infatti sono stati anni difficili, seguiti da numerose contestazioni e disagi. L’avvento della tv a colori non smorza gli animi dei cantanti del 1972 che decidono di scioperare, oppure la quasi totale indifferenza verso le gare dovuta a un repentino cambio di gusti nel popolo italiano, magari troppo impegnato nelle discoteche in preda alla “febbre del sabato sera”. Il 1977 è l’anno in cui si decide il cambio di sede, spostano il festival nell’attuale posizione: il teatro Ariston. Neanche grandi ospiti come Tina Turner o Kate Bush riescono a smuovere l’interesse degli italiani, tanto da decretare gli anni 70’ il periodo più buio della storia di Sanremo, pur portando alla luce alcuni grandi del firmamento nostrano come Lucio Dalla o la coppiata Mogol-Battisti. Gli anni 80, per Sanremo, rappresentano quella luce alla fine del tunnel che decreta il ritorno del festival nei cuori dei giovani e non di tutta Italia. Il ritornato entusiasmo della competizione, le importanti “ospitate” internazionali e il ritorno di coloro che negli anni 60’ fecero grande il festival crearono una miscela esplosiva imperdibile per il grande pubblico. Un decennio sicuramente importante e vitale che diede il “la” a grandi artisti come Vasco Rossi, Zucchero, Eros ecc. I 90’ continueranno la tradizione del decennio precedente, smussando e limando lì dove si poteva migliorare. Gli ospiti internazionali funzionano, e la loro presenza diventa uno dei momenti più attesi. Il playback viene sostituito dalle esibizioni live accompagnate dall’orchestra composta da 53 elementi, tutto rigorosamente dal vivo. Viene fatta una operazione di svecchiamento, dalle performance alla giuria fino a far diventare Sanremo non solo un evento prettamente italiano, ma a livello globale. Infine si giunge nel nuovo millennio e si è ben consci del peso che ormai il festival ha assunto nel corso degli anni. Forse per l’anzianità dello show, forse per i cambi di rotta dell’intrattenimento nel mondo, Sanremo diventa anche la  terra delle critiche e controversie. I presentatori, anima dello show, cambiano di anno in anno (Fazio, Carrà, Baudo e molti altri) in un continuo clima di insoddisfazione generale che ancora oggi è ben palpabile. Ma un dato oggettivo resta: ancora oggi, dopo ben 67 edizioni, centinaia di artisti, migliaia di canzoni e milioni di telespettatori in tutto il mondo, Sanremo mantiene ancora il suo fascino restando la manifestazione più amata e seguita dagli italiani nel mondo.

 



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